
Scenario 2001-2004
Ho immaginato un ipotetico ritrovamento nel futuro dei resti della nostra civiltà,
che ha alternato in stratificazioni periodi di flusso e riflusso, espansione e ripensamento,
abbondanza e aridità in modo del tutto simile alla risacca o al ciclo delle maree. Visti
come un tempo completamente trascorso essi mescolano i segni e danno l'idea di una severa
giocosità, cioè di un gioco di rimescolamenti in cui accadono però fatti reali e definitivi
(non si può mai cancellare ciò che è stato).
Campo Imperatore è un mare rappreso dove si sono avvicendati eremitaggi, solitudini, e
presenze della civiltà della plastica. Voltandosi indietro, dopo molto tempo, sono ricordi fossili entrambi.
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